giovedì, settembre 24

Roger Federer ricorda così il momento più duro della sua carriera

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Ricordate quando il 35enne Roger Federer veniva ormai dato per finito? Era il 2016 e pare che lo svizzero, insieme al suo eterno amico-rivale Rafa Nadal, stesse già pensando ad un match di esibizione tra vecchie glorie. Fu l’infortunio al ginocchio patito nel mese di febbraio a mettere in discussione il futuro della carriera del più vincente tennista di sempre. In quelle settimane, in quei mesi, nessuno – neppure lo stesso protagonista – si sarebbe immaginato che nel 2017, con un anno in più sulle spalle, Federer avrebbe poi vinto ben tre Slam.

In una recente intervista al canale YouTube dell’ATP, Roger ha ricordato quei momenti. All’inizio nessuno aveva considerato seriamente l’infortunio al ginocchio, ma tutto si aggravò velocemente. “Quell’anno cominciò normalmente – racconta Federer – ho giocato le semi a Melbourne e perso contro Novak, il dolore al ginocchio non mi sembrava una cosa grossa”. Tornato in Svizzera, la realtà era diversa: rottura del menisco, necessità di operazione, “la prima da quando avevo iniziato a giocare a tennis”, ricorda oggi Roger. “Fu un impatto fortissimo, dopo l’operazione guardavo la gamba e mi chiedevo quando e se sarei tornato a giocare”.

Di qui la decisione di ripartire subito e affrettare il rientro. “Ma per qualche ragione la stagione sulla terra di fece capire che il mio ginocchio non era ancora al 100% e decisi di non partecipare ai French Open di quell’anno, dato che avevo la certezza che non avrei mai potuto vincere”. Sull’erba la musica cambiò subito: “Mi divertii molto a Stoccarda, Halle e Wimbledon, ma il mio corpo e il mio ginocchio necessitavano di una pausa più lunga. Tutti furono d’accordo con me quando decisi di prendermi qualche mese di riposo”.

Se mesi lontano dai tornei e poi il grande ritorno del 2017: “Non ci potevo credere, ero di nuovo in gran forma. Tornai subito molto forte e arrivò la vittoria in finale agli Australian Open 3-1 contro Rafa. Guardando indietro, quei mesi di pausa sono stati uno dei momenti più importanti della mia carriera”.

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