Epica battaglia tra Djokovic e Del Potro. Alla fine vince la legge di Nole

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Un film. Una battaglia. Una delle partite più belle ed emozionanti del torneo e dell’intera stagione. Una partita che restituisce al tennis mondiale, dopo mesi di calvario fisico, un Juan Martin Del Potro eccezionale. Gioca bene, risponde bene, serve bene, tira le sue martellate di dritto impressionanti e, soprattutto, mostra una tenuta fisica inaspettata. Djokovic si presenta più nervoso e falloso del solito, forse inizialmente sorpreso dalla brillantezza dell’argentino. Ma dopo tre ore e quattro di mazzate senza esclusioni di colpi, vince ancora lui. E’ il numero uno del mondo e si conferma tale, una volta di più.

Primo set che fa capire a tutti che il Martello di Tandil è tornato, dopo otto mesi di sostanziale stop a causa dei problemi fisici. Un set di sofferenza, classe e orgoglio. Uniti alla devastante potenza di dritto e servizio. E così l’argentino salva la bellezza di sei palle break e trasforma una delle uniche due occasioni avute. Tanto basta per portare a casa il set 6-4 e passare in vantaggio nei confronti di un Nole stranamente poco incisivo nei momenti chiave.

Il secondo set si apre in grande equilibrio, ma il serbo sembra nervoso. Il livello degli scambi è molto alto con Djokovic che punta sui suoi cavalli di battaglia, dalla difesa alla profondità dello scambio, ostinatamente orientato sul rovescio dell’avversario, e Delpo che prova a far prevalere il suo proverbiale dritto, aggrappandosi al servizio nei momenti di difficoltà. Al sesto gioco arriva il break di Novak, che potrebbe essere decisivo per il set, ma JMDP gli restituisce il favore nel nono game. Il ritmo è forsennato e si arriva così al tie-break per decidere se c’è ancora partita per il serbo.

E il tie-break è un film nel film. Si arriva al 6-4 per l’argentino, che però butta via malamente il primo match-point e poi Nole fa il resto. Un errore che paga soprattutto a livello mentale e che, di fatto, consegna il secondo set a Djokovic.

Si va al terzo set con la grande incognita della tenuta fisica di Del Potro (che ha un alluce letteralmente in fiamme e chiede l’intervento di “restauro” del fisio) dopo la cocente delusione. L’impressione è che ora solo un miracolo possa cambiare l’esito di un match che sembra scritto. Eppure parte meglio lui e al quarto gioco si procura ben tre palle break, vanificate però da due brutti errori e da un eccezionale recupero di Nole. Il numero uno è implacabile e dal possibile 3-1 Del Potro, si passa al 3-2 (con break) di Djokovic. Delpo rimane in scia ma non c’è più niente da fare. Finisce 6-4 per Novak all’una di notte passata.

L’abbraccio finale è stupendo. “I’m so happy you come back”, dice il serbo all’amico dall’altra parte della rete. Rimarrà comunque una delle più belle serate vissute al Foro Italico.

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