Coppa Davis. Berrettini lotta come un leone, ma l’Italia s’inchina a Shapovalov

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Una partita meravigliosa con un finale amaro. Matteo Berrettini perde contro il n.1 canadese Denis Shapovalov, n.15 Atp, e adesso le cose si complicano per gli azzurri. È stato un match spettacolare, in assoluto tra i più belli dell’anno. Una partita equilibrata dal primo all’ultimo punto, con una grande prestazione di Matteo che ha cercato in tutti i modi di riportare la parità nel girone dopo la falsa partenza di Fabio Fognini, sconfitto nel pomeriggio da Popsiil.

Shapovalov ha avuto la meglio sul fotofinish, per una manciata di punti di differenza. E ora il Canada si porta sul 2-0 nella sfida di Coppa Davis.

Una partita epica, dicevamo, condita da moltissime emozioni, come dimostrano i tre parziali decisi tutti sul tie-break. Nessun break per le quasi tre ore di gioco. Nel primo l’azzurro ha perso a 5; nel secondo ha lasciato solo tre punti al suo avversario. Mentre nel terzo, decisivo, ha sbagliato qualcosina in più di Shapovalov, cedendo per 7-5.

È stata una battaglia intensa tra due giovani ormai diventati grandi. A testimoniare ancora una volta il ricambio generazionale cui stiamo assistendo da qualche tempo (vedi le Atp Finals vinte da Titispas con solo 21 anni). Una partita tesissima, nella quale si è visto un grande tennis da ambo le parti. I due non hanno mollato di un centimetro durante le oltre due ore e mezza di gioco, esibendo un tennis strepitoso, sia sul piano agonistico sia su quello tecnico.

Il nostro Berrettini ha tenuto duro, soprattutto a livello mentale nei momenti più delicati, non mollando e riuscendo a trovare punti importanti nei passaggi decisivi. Ad esempio sul quinto game del secondo set, in un momento topico del match, quando è stato bravo a recuperare sotto 0-30 un game fondamentale. Oppure sul quarto game del terzo set quando ha annullato una palla break al suo avversario. Si è trovato a volte in difficoltà nell’attaccare con il rovescio.

Anche il canadese a dire la verità ha avuto qualche passaggio a vuoto. Ma è passato da errori banali come doppi falli, a demi-volèe fantastiche e colpi magistrali.

Da sottolineare, in conclusione, che forse la sconfitta con Shapovalov era in qualche modo plausibile. Quello che davvero ha stupito oggi è stata piuttosto la sconfitta di Fognini contro Pospisil.

Ora le cose si complicano, ma non siamo ancora fuori dai giochi. Ricordiamo che ci sono sei gironi da tre squadre e nel nuovo formato ne passano otto: le prime di ogni girone più le due migliori seconde. Adesso vincere il doppio è fondamentale. Può servire sia per arrivare primi (se gli Usa vincono contro il Canada) sia per essere una delle due migliori seconde.

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