giovedì, settembre 24

È ancora Djokovic, gli Australian Open sono suoi per l’ottava volta

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È ancora Novak Djokovic il campione degli Australian Open, per l’ottava volta. Il serbo, per battere un ottimo Dominic Thiem ha dovuto sudare per ben cinque sete tra il secondo e il terzo parziale ha dovuto anche superare un momento difficile sul piano fisico. Ma alla fine il torneo di Melbourne è ancora una volta nelle sue mani.

È stata una finale avvincente, durissima e con continui cambi di inerzia. Un atto finale molto fisico che alla fine ha visto prevalere il numero due al mondo (da domani di nuovo numero 1) evidentemente per la maggiore esperienza. Esemplare la sua capacità di variare gioco e tattica a seconda delle energie a disposizione nel corso del match. Ad esempio, nel momento in cui ha avuto evidenti problemi atletici ha deciso di accorciare lo scambio, alzando le traiettorie o andando sotto rete. E il risultato finale, dopo 4 ore e 3 minuti di gioco, è questo: 6-4, 4-6, 2-6, 6-3, 6-4.

La prima considerazione da fare a caldo è che, grazie a questa vittoria, il serbo domani tornerà al primo posto del ranking mondiale, sorpassando Nadal. C’è poi da sottolineare la bravura e la crescita di Thiem, il quale ha messo in campo una grande prestazione. L’austriaco ha pagato certamente la minore capacità di gestire i momenti decisivi, ma è risultato senza dubbio un giocatore molto maturo e con una grande personalità, grazie alla quale è riuscito a giocarsi il match fino all’ultimo punto del quinto set. In diverse situazioni critiche avrebbe potuto cedere facilmente sul piano mentale, invece è stato lì, a dare del filo da torcere (spesso) a Nole. Aiutato forse dal calo fisico del serbo, che ha avuto anche momenti di difficoltà soprattutto nel secondo e terzo set. Alla fine, come detto, la differenza è stata fatta dalla maggiore esperienza del serbo, che con questa vittoria arriva a ben 17 Slam vinti.

Primo set: Djokovic – Thiem 6-4

Nella prima frazione parte meglio il serbo, che piazza subito un break nel corso del secondo gioco e mette molto sotto pressione l’austriaco nei suoi turni di servizio. Un set che sembrava indirizzato, però, si riapre nel settimo gioco, con Thiem che è bravo a sfruttare un passaggio a vuoto di Djokovic e rientrare in partita.

Il match ora è molto equilibrato, il numero quattro del mondo ha capito che deve rischiare qualcosa di più e metterci più fisicità. Ma Nole non molla niente e nel corso del decimo gioco è bravo a sfruttare alcune indecisioni dell’avversario e crearsi due set point. Sul secondo arriva un sanguinoso doppio fallo di Thiem che consegna il set (e l’inerzia del match) al serbo.

Secondo set: Djokovic – Thiem 4-6

Nel secondo set cambia qualcosa fin dalle prime battute. Djokovic sembra meno in palla rispetto a inizio match e le accelerazioni dell’austriaco fanno male. E così questa volta è lui a portarsi avanti nel conto dei break, volando 3-1 nel quarto game.

Anche in questo caso, però, le parti si invertono, con Nole che è bravissimo a rientrare e portarsi sul 4-4. Ma nel turno di servizio successivo il serbo spegne la lampadina, si becca un warning per “time violation” e perde le misure del campo. Chiude Thiem al servizio 6-4. Siamo 1-1 nel conto dei set.

Terzo set: Djokovic – Thiem 2-6

Il calo del serbo è vistoso. Più che un problema tecnico il suo sembra un problema fisico. I primi quattro game del set sono vedono il dominio totale dell’austriaco, che si porta sul 4-0 con due break a referto. Nole dà segnali di ripresa verso la fine del set e riesce a tenere due turni di servizio.

Sul 5-2 Thiem, il serbo decide di aggrapparsi al set e il gioco che doveva essere quello che consegnava il set al numero 4 del mondo si trasforma in un film. Si susseguono le parità, i set point e i break point ma alla fine la spunta l’austriaco. E per la prima volta in una finale di Melbourne, Djokovic è sotto 2-1.

Quarto set: Djokovic – Thiem 6-3

Djokovic torna a fare il Djokovic, soprattutto sulla risposta, e porta il match al quinto parziale. In pochi passaggi la situazione cambia completamente, il serbo si riprende dagli evidenti problemi fisici del set precedente e torna a mettere in difficoltà il suo avversario, che accusa evidentemente il cambio di inerzia.

La chiave del set è nel terzo gioco, quando Nole riesce a salvare una palla break fondamentale. Un passaggio che gli dà la spinta e dopo il quale aumenta l’incidenza della del servizio,  accorcia gli scambi scendendo più frequentemente a rete. E cambia il ritmo di gioco con le gambe che tornano a muoversi. Thiem da parte sua sbaglia qualcosa in più, come una volee in un momento decisivo sul nono game. Alla fine si va al quinto.

Quinto set: Djokovic – Thiem 6-4

Nel parziale decisivo prevale la maggiore esperienza del serbo, molto più solido e meno nervoso rispetto al suo avversario. Come confermano i due differenti linguaggi del corpo (e le espressioni sui volti di entrambi).

Djokovic parte meglio, strappando il servizio a Thiem nelle battute iniziali. Ma l’austriaco tiene alto il ritmo e sul quarto game si procura anche due opportunità per il contro-break, che però non riesce a concretizzare sbagliando anche un dritto a sventaglio non così ostico.

Si va sul 3-1 e il serbo sale di livello, comincia a giocare con tante varianti, anche imprevedibili, e alla fine rimane in vantaggio. Djokovic ritrova la risposta profonda e costringe Thiem a provare a giocare qualche prima con lo slice. Thiem dice ancora la sua e alcuni suoi lungolinea strepitorsi fanno capire al serbo che la partita è ancora da giocare. Ma si arriva sul 5-4 con il servizio dalla parte del serbo. Che inevitabilmente non perde il proprio turno di battuta e porta a casa il 17esimo Slam della sua carriera.

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