“Ogni epoca ha bisogno di un cattivo. Djokovic è il cattivo di quest’epoca tennistica…”

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In un recente articolo, Sam Groth ha delineato molto bene la figura del n. 1 del mondo: “Djokovic è il cattivo di quest’epoca”. Le polemiche continue intorno al personaggio, ultima quella sul presunto infortunio con Taylor Fritz (nonostante le successive vittorie con Raonic, Zverev e Karatsev), lo portano a conquistarsi il posto di vero e proprio DJoker del mondo del tennis.

La lucida analisi dell’australiano

Sam Groth ha ben spiegato la figura di Novak Djokovic, quasi il terzo incomodo tra Rafael Nadal e Roger Federer, alla costante ricerca dell’approvazione da parte del pubblico. Come in tutte le migliori storie, però, anche nel tennis ci deve essere il cattivo:

Djokovic prova continuamente a dare l’impressione che non gli importa di non essere amato dal pubblico, ma non sono convinto che questo sia vero. Non ha mai attirato tutto l’amore e la stima mondiale dei suoi due rivali, Nadal e Federer… ogni era ha infatti bisogno di un cattivo. Djokovic è il cattivo di quest’epoca tennistica. Lui ci è semplicemente diventato.

Sul campo, Novak è semplicemente meraviglioso, è di un altro livello. È il giocatore che più di tutti non vorresti dal tuo lato del tabellone. Fuori dal campo, però, non è mai riuscito a rendersi molto amato.

Per esempio, le persone non dubitano di un infortunio senza un valido motivo. Djokovic ha la fama di chi grida sempre ‘A lupo, a lupo’. Federer e Nadal avevano bisogno di un cattivo, ecco allora il DJoker serbo”.

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