Dominic Thiem e lo spettro della depressione

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“Gran parte del nostro lavoro è scomparso. Il Coronavirus ci ha tolto molte cose buone, a partire dal viaggiare e dal potersi muovere liberamente. Le cose negative, al contrario, sono rimaste. Trovo molto difficile poter giocare ed essere competitivo di settimana in settimana con queste condizioni”.

A parlare è Dominic Thiem, numero 4 del mondo, entrato in una profonda crisi di gioco e di risultati. “Credo che la pandemia sia solo una delle cause del mio malessere. Ho provato a pensare se avessi vinto gli US Open in circostanze normali e se tutto fosse continuato normalmente. Credo che mi sentirei come mi sento adesso”.

“Il problema è che nel tennis è tutto così veloce, si vivono tutte le emozioni nel giro di una settimana. In quella successiva si deve riazzerare tutto e ripartire. Dopo la vittoria slam ero in uno stato di euforia, i risultati erano ancora buoni, come dimostra la finale alle Finals di Londra. Durante la preparazione a questa stagione, però, è come se mi fossi sentito dentro un tunnel in cui non riuscivo a vedere la luce”.

“Staremo a vedere se riuscirò a trovare una via di fuga, lo spero molto. Ho trascorso 15 anni della mia vita per raggiungere il mio obiettivo, senza mai voltarmi e pensare ad altro. Non appena l’ho raggiunto, mi sono accorto che non era così importante per me. Mi sono reso conto di quanto abbia perso per arrivare dove sono arrivato. Ne ha risentito la mia vita privata, non sono riuscito ad allargare i miei confini. Sono chiuso in me stesso e nei miei obiettivi”.

“Devi fare tutto per te stesso, c’è solo il tennis nella tua vita. Voglio cambiare e provare a riprendermi un po’ della mia vita”.

Le parole di Dominic rappresentano, quasi, un fulmine a ciel sereno. La depressione e la mancanza di stimoli (accusata anche da Paire e Kyrgios nelle ultime settimane) si sta pian piano prendendo sempre più spazio nel mondo dello sport professionistico.

Si vedono gli atleti sempre come dei privilegiati, non si va mai più in là per capire che dietro una racchetta (in questo caso) c’è una persona. Si è così spiegata la prolungata assenza dal campo di Thiem e non possiamo far altro che sperare che possa tornare presto a divertirsi in un campo da tennis.

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