Capolavoro Sinner: sbaglia, soffre e vince la battaglia di Washington (e centra un altro record)

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Una vera e propria battaglia di quasi tre ore a Washington per portare a casa il primo torneo Atp 500 della sua carriera e centrare un altro record: nessun tennista italiano aveva mai vinto a Washington e nessun tennista italiano era mai riuscito a vincere un torneo di questa categoria così giovane, a vent’anni ancora da compiere. E’ il terzo torneo Atp vinto da Jannik Sinner in carriera, che gli vale il nuovo best ranking alla numero 15.

Numeri da predestinato, che cancellano i due mesi appena passati, in cui troppo presto lo si era dato per “sopravvalutato”. E invece il ragazzo di San Candido ha tirato fuori la settimana perfetta. Una settimana in cui ha aspettato la finale contro la sorpresa Mackenzie McDonald per perdere il primo set dell’intero torneo, in una partita durissima e complicatissima, di cui Sinner è riuscito a venire a capo con testa e classe.

Il tennista italiano non gioca al top come nel resto del torneo. Forse il ruolo di vincitore designato gli pesa un po’. Arrivano molti più errori non forzati del solito, soprattutto con il rovescio, cosa inusuale visto che è notoriamente il colpo su cui fa maggiore affidamento. L’avversario, dal canto suo, è molto centrato e trova delle soluzioni – soprattutto in risposta – davvero efficaci e spettacolari.

La partita, quindi, è tutta un saliscendi di emozioni. Nel primo set ogni volta che Sinner mette la testa avanti, lo statunitense è bravo a rientrare in partita e annullare tutte le occasioni all’avversario. Servono ben undici match point a Jannik per chiudere la prima frazione 7-5, con tre break per l’italiano, due per McDonald e alcuni game-fiume davvero entusiasmanti.

Il secondo set è leggermente più regolare del primo. Ma dopo tre palle break mandate alle ortiche, Sinner cede il servizio al settimo gioco e non lo recupera più. McDonald chiude 6-4 e riapre la partita. Si va così al terzo: Jannik va subito avanti 3-0, salva tre palle break e sul 5-2 si procura due match point sul servizio dell’avversario. Le sbaglia e perde il game successivo, facendo ancora rientrare McDonald. Il colpo decisivo arriva sul 6-5 Sinner, servizio McDonald: stavolta basta una palla break per portare a casa gioco, partita, incontro e torneo.

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