Camila Giorgi, una sconfitta che fa male

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Dopo il trionfo di Montreal, così bello e al tempo stesso così inaspettato, c’era grande attesa per l’esordio di Camila Giorgi agli US Open. Un’attesa giustificata, visto che da troppi anni ormai il tennis femminile italiano soffre di una crisi che ha fatto seguito all’età dell’oro delle varie Pennetta, Schiavone, Vinci ed Errani.

Purtroppo, però, l’esordio a Flushing Meadows non è andato come tutti speravamo. Camila, molto sfortunata nel sorteggio, ha perso in due set contro Simona Halep. La rumena, testa di serie numero 12 del torneo e numero 13 del ranking Wta, non ha lasciato scampo all’italiana, battendola 6-4, 7-6 e mettendo in campo tutta la sua esperienza.

Le aspettative della vigilia, inutile negarlo, erano più alte. Camila, tra le Olimpiadi e il Wta 1000 di Montreal, ha battuto diverse tenniste con una classifica e una forma fisica molto migliori rispetto a quelle attuali della Halep. La verità, però, è che i due Slam vinti da Simona e il fatto di stare praticamente da un decennio ai vertici del tennis mondiale hanno pesato parecchio.

Così come, purtroppo, hanno pesato alcuni passaggi a vuoti della Giorgi, che è stata sicuramente brava a rendere la vita difficile alla rumena nel secondo set, quando sembrava indirizzata ad una vittoria più netta, ma è stata anche molto ingenua in alcuni frangenti decisivi del match, facendo intravvedere quei difetti che finora ne hanno frenato le potenziali ambizioni da top player.

Una sconfitta che brucia, dunque. Perdere contro Simona Halep non è una crimine, ci mancherebbe altro. Il sorteggio poteva essere molto migliore. Ma in questo momento da Camila ci aspettavamo qualcosina in più.

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