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Cameron Norrie, il britannico giramondo che in America ha trovato la sua consacrazione
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Dopo aver trionfato al Masters 1000 di Indian Wells nel novembre 2021, Cameron Norrie ha iniziato la stagione 2022 con i fuochi d’artificio. Il classe ’95, nato in Sud Africa ma di nazionalità britannica, ha vinto il torneo di Delray Beach la scorsa settimana, mentre in quella corrente si è spinto in semifinale all’ATP 500 di Acapulco. L’America, non ci sono più dubbi, è il continente della sua consacrazione.

Cameron Norrie, dalle origini del suo percorso alla consacrazione

Nato il 23 agosto 1995 in Sud Africa, e cresciuto in Nuova Zelanda, Cameron Norrie è diventato il giocatore numero 1 del circuito universitario degli Stati Uniti quando era alla Texas Christian University. Ha iniziato a rappresentate la Gran Bretagna dal 2013, stesso anno in cui ha esordito in ITF. Curioso il fatto che la sua seconda partita in tale categoria l’abbia giocata contro un all’epoca (nel 2014) quasi diciassettenne Alexander Zverev, vincendo 6-2; 6-3. Nel 2015 è arrivato il suo primo titolo ITF (negli Stati Uniti). Nel 2016 ha ottenuto altri due titoli consecutivi e ha fatto l’esordio nei Challenger, palcoscenico sul quale da subito si è messo in mostra, volando in finale ad Aptos (sconfitto da Evans). Nel 2017 a Binghamton ha ottenuto il primo trionfo nella serie cadetta, conquistato contro Jordan Thompson. Poi ha debuttato agli US Open, dove ha raggiunto il secondo turno partendo dalle qualificazioni. Una sconfitta in finale a Cary ha preceduto altri due successi a, Tiburon e Stockton. Nel 2018 ha fatto il suo esordio agli Australian Open, non riuscendo tuttavia a qualificarsi per il main draw. Si è consolato dunque con ottime prestazioni a Delray Beach, Acapulco e Indian Wells, e con le sue prime due semifinali ATP, a Lione e Los Cabos (perse contro Simon e Fognini). Successivamente, il suo livello è cresciuto sempre di più.

Il 2021 di Cameron Norrie, un’ascesa inarrestabile

Cameron Norrie ha iniziato il suo 2021 sul cemento di Delray Beach, dove si è arreso solo in semifinale a Sebastian Korda. Al torneo di Melbourne è stato eliminato al primo turno, mentre ha raggiunto i sedicesimi agli Australian Open (battuto da Nadal). A Rotterdam e Marsiglia ha ottenuto due ottavi di finale. Ad Acapulco si è spinto ai quarti, e a Miami ai sedicesimi.

Il britannico ha cominciato la stagione sul rosso a Barcellona arrivando ai quarti (ancora eliminato da Nadal), poi ha ottenuto la sua prima finale ATP ad Estoril (persa con Ramos-Vinolas). Quindi, ha disputato i sedicesimi agli Internazionali d’Italia ed un’altra finale, a Lione (persa con Tsitsipas). Al Roland Garros ha raggiunto i sedicesimi (terza eliminazione dell’anno per mano di Nadal). Mentre ha raccolto ancora una sconfitta in finale al prestigioso torneo del Queen’s sull’erba di Londra (trionfo Berrettini). Dopodiché è stato estromesso ai sedicesimi di Wimbledon da sua Maestà Roger Federer.

Il primo trionfo nella classe regina del tennis, invece, è arrivato a Los Cabos, superando in finale Brandon Nakashima. In seguito: quarti, ottavi e tre primi turni rispettivamente ad Atlanta, Washington, Toronto, Cincinnati e agli US Open. Infine, ha conquistato la finale a San Diego e ha trionfato ad Indian Wells. Tali risultati lo hanno portato alla decima posizione del ranking mondiale e gli hanno regalato anche la soddisfazione di esordire alle ATP Finals (come sostituto dell’infortunato Tsitsipas).

2022, la consacrazione

Il 2022 di Cameron Norrie, come scritto in apertura, è iniziato alla grande. Il ventisettenne si è rivelato protagonista assoluto del mese di febbraio con la vittoria a Delray Beach (battuti Otte, Korda, Paul e Opelka) e il bell’exploit in terra messicana. Norrie ha raggiunto il penultimo atto del torneo di Acapulco battendo Altmaier, Isner e Gojowczyk. Ora se la vedrà con Stefanos Tsitsipas, quarta forza della classifica ATP e terza testa di serie della competizione.

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