Le emozioni dell’oro olimpico e la battuta su Musetti: parla Murray

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Andy Murray ha rilasciato una bella intervista ai microfoni degli organizzatori dell’Atp250 di Metz. Lo scozzese ha parlato dell’oro olimpico e ha concluso con una battuta sul nostro Lorenzo Musetti.

Le parole di Sir Andy

Andy Murray è sicuramente uno dei giocatori più importanti degli ultimi 15 anni. È riuscito a raggiungere la vetta della classifica mondiale e a portarsi a casa tre prove dello slam, oltre ai due ori olimpici a Londra 2012 e Rio 2016. Proprio il primo oro, in casa, ha avuto un sapore speciale per lo scozzese.

Credo che la vittoria delle Olimpiadi 2012 sia stata più speciale di qualsiasi altro trionfo. È stata la prima grande competizione che ho vinto. È stata un’esperienza veramente unica e l’atmosfera di Wimbledon con un pubblico tutto britannico… non è l’atmosfera che si trova di solito a Wimbledon. Le bandiere erano permesse nello stadio e tutto era semplicemente più bello. Credo sia stato fantastico.

Mi è piaciuto molto anche quando ho vinto Wimbledon per la prima volta, mi sentivo finalmente rilassato dopo la partita e non mi sono goduto così tanto la vittoria. Alle Olimpiadi, invece, sono riuscito a godermi tutto al massimo ed è stato veramente tutto molto bello”.

Il rapporto con Lendl

L’intervista è proseguita con il racconto del rapporto con Ivan Lendl.

Una delle cose che più mi ha aiutato quando hai qualcuno come lui al tuo angolo è che sia stato sempre considerato forte mentalmente. Non ha mai mostrato emozioni in campo, ma quando gli ho chiesto come si sentisse prima delle finali slam e di queste robe qui, mi ha detto di essere stato molto nervoso e che a volte ha addirittura vomitato prima delle partite. Alla fine, però, le persone non lo vedevano nervoso, sembrava addirittura rilassato in campo.

Mi è stato molto d’aiuto sentire che anche una persona che sembra così fredda provi le mie stesse sensazioni prima delle partite così importanti. Beh, poi è stato un vincitore e vuoi essere sempre circondato da vincitori. Sì, anche da brave persone, ma nello sport è importante avere persone che hanno raggiunto grandi risultati e che vuoi emulare. Lui sa cosa vuol dire vincere e sa come arrivare a certi risultati”.

I migliori giovani

La conclusione è dedicata ai migliori giovani del circuito, tra cui il nostro Lorenzo Musetti.

Giocatori che mi piace vedere? Tsitsipas penso che abbia un grande gioco. Mi piace vedere anche Alcaraz. Ovviamente è un po’ più giovane, ma penso che abbia un tennis magnifico e che sia già un top player. Poi dipende, me ne piacciono diversi. Musetti sulla terra, per esempio. Mi è piaciuto molto vedere alcune delle sue partite.

So che non è giovane, ma adoro veder giocare Medvedev, credo che il suo gioco sia unico nel circuito. Ha uno stile poco ortodosso e mi piace chi non lo è. Non amo particolarmente i giocatori con uno stile classico”.

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