Borna Coric, la luce in fondo al tunnel

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Rotterdam, 6 marzo 2021. Semifinale dell’ABN AMRO WTT: Borna Coric sfida Marton Fucsovics. Il croato si arrende in due set, palesando evidenti difficoltà al servizio. L’inizio di un calvario, tutta colpa della spalla destra che lo costringerà ad un lunghissimo e sofferto stop.

Ad Indian Wells, ieri sera, la luce in fondo al tunnel, nonostante la sconfitta.

Borna Coric, la luce in fondo al tunnel

Foto Twitter Borna Coric

Borna Coric, venticinquenne, attualmente numero 167 al mondo, è uno dei maggiori talenti del circuito ATP. Nel corso della sua giovane carriera, ha messo in bacheca due titoli su sette finali disputate. Inoltre, ha ottenuto quattordici vittorie contro un giocatore della top-10. In particolare, ha regolato per ben due volte gente come Rafa Nadal, Roger Federer, Dominic Thiem, Alexander Zvervev ed Andy Murray. Il 2018 è stato, finora, sicuramente il suo anno migliore, quello che lo ha portato a consacrarsi come la dodicesima forza di questo sport.

Dopo un’assenza forzata di oltre un anno, Borna è tornato in campo nella serata (italiana) di ieri ad Indian Wells, mettendo fine alla sua astinenza da tennis. Ed ha pure sfiorato l’impresa, visto che si è arreso a Davidovich Fokina soltanto al terzo set, parziale in cui ha anche avuto la possibilità di servire per la vittoria.

“Non posso paragonare questa sensazione a niente. Adoro Indian Wells. La adoravo anche prima di raggiungere la semifinale (nel 2018, ndr), direi che è uno dei miei tornei preferiti, ha segnato l’inizio della mia svolta. E dopo arriva Miami, che pure amo moltissimo, ha detto il croato a Tennis Majors alla vigilia dell’incontro.

Il classe ’96 di Zagabria, dopo l’operazione chirurgica alla spalla, era già stato molto vicino al rientro nel corso della parentesi australiana, ma ha rivelato di aver percepito che non fosse ancora il suo momento: “Non mi sentivo sicuro. Durante gli allenamenti servivo con la leggera, ma provavo ancora dolore”.

Cosa che gli era successa anche poco prima degli US Open 2021: “Il medico che ha eseguito l’intervento mi ha detto che c’era una possibilità che potessi essere pronto per giocare a New York. Ma avvicinandomi all’evento accusavo uno spasmo muscolare che sarebbe dovuto sparire in precedenza. Ho cominciato ad avere dei dubbi…Forse è stato il momento più difficile. Dopodiché, mi sono preso una vacanza di due settimane per riposarmi da tutto. Sono andato al mare, non ho fatto nessun allenamento, non mi sono esercitato. Mi sono divertito molto in vacanza, a dire il vero, quindi ho saputo gestire quello che stava succedendo più facilmente”.

Foto Twitter Borna Coric

Poi, Coric si è soffermato sulla sua rinascita fisica, rendendo grandi meriti al fisioterapista Yiani Louizos: “Sottolineo sempre il suo contributo. Senza di lui, di certo, non sarei qui dove sono ora. È molto capace, un esperto nel suo campo, e ha sempre scelto le parole giuste per aiutarmi. Non è stato facile, perché la riabilitazione è durata dagli otto ai nove mesi con molti alti e bassi: faceva male, non faceva male e così via…”.

Belle parole, l’ex top-20, le ha spese anche per il suo nuovo coach Mate Delic: “Siamo solo io, lui e Yiani. Lo so, una squadra molto più piccola di prima! Mate mi ha aiutato negli ultimi quattro anni, da quando ha smesso di giocare a livello professionistico. Si interessava da parecchio a me, non tanto nel periodo in cui lavoravo con Riccardo Piatti, bensì quando ero affiancato da Martin Stepanek. Mate mi conosce davvero nei dettagli: il mio gioco, come sono fatto, la mia personalità. È relativamente giovane come allenatore, ma siamo ottimi amici e ho sentito che era il momento giusto per lavorare insieme”.  L’amicizia, un valore che Coric non ha trovato in tutte le persone incrociate nel circuito: “È davvero difficile valutare chi sia vero e chi sia falso”, la sua chiosa prima di iniziare a parlare degli obiettivi futuri e lanciare un bel messaggio:

“So che suona come un cliché, ma il mio unico desiderio è rimanere in salute e senza dolore. Prima dell’operazione alla spalla, avevo risolto alcuni dei miei precedenti problemi al ginocchio e al tendine d’Achille, motivo per cui ero ancora più triste di essermi fatto male alla spalla. Ma ora è tutto a posto. Posso dire che questa pausa mi ha fatto capire quanto amo il tennis, mi è mancato tanto. Negli ultimi sette o otto anni mi è sembrato di essere schiacciato da pressioni e aspettative. Quindi, in un certo senso, quello che è successo è stato positivo, perché ho avuto la possibilità di resettare, di rinnovare la mia passione e rendermi conto di quanto posso godermi la mia vita di tennista”.

Bentornato Coric, siamo sicuri che ne vedremo delle belle!

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