Roland Garros, finisce di schianto il sogno di Sinner. Ancora una volta costretto al ritiro

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PARIGI – Troppo forte il dolore al ginocchio sinistro di Jannik Sinner. Il nostro azzurro si ritira dal Roland Garros dopo un’ora e 23 minuti di gioco, al terzo set (6-1; 4-6; 0-2). Contro un Rublev che avrebbe potuto battere in questo dannato ottavo di finale. Aveva vinto il primo set passeggiando 6-1, portando il russo a scaraventare con stizza la propria racchetta contro la gamba sinistra, tanto si sentiva frustrato dai colpi dell’altotesino. Ma dal quarto game del secondo parziale sono riaffiorati i problemi al ginocchio sinistro, in maniera purtroppo inquietante.

Jannik comincia a zoppicare visibilmente e a nulla servirà il medical time out che chiederà a fine game, sul 3-2 per il russo. Per un momento sembra anche essersi ripreso e sotto l’effetto benefico dell’intervento del fisioterapista torna a sfoggiare il suo tennis migliore, facendo muovere il suo avversario e trovando incroci velenosi e vincenti.

Ma è soltanto un fuoco di paglia, molto breve, perché pian piano Sinner comincia a commettere errori. Non riesce a muoversi come vorrebbe. Durante un cambio campo alza lo sguardo verso il suo coach e gli fa capire con alcuni gesti che la questione è tutt’altro che superata. Si va avanti e il pubblico del Suzanne-Lenglen prova anche a incitarlo, la situazione complicata è ormai abbastanza palese. E il secondo set termina 6-4 per il russo, che pareggia i conti senza faticare.

Nel terzo parziale, però, si gioca soltanto per 9 minuti. Siamo 2-0 per Rublev e Jannik si avvicina a bordo campo rivolgendosi al suo allenatore, Simone Vagnozzi, e ad alta voce dice che così non ce la fa. E poi un cenno al giudice di sedia, con cui gli fa capire che la partita finisce lì.

A poco servono gli applausi scroscianti e solidali che partono dagli spalti di un Suzanne Lenglen meravigliato. Il dado ormai è tratto. Finisce dunque nella maniera più triste l’avventura parigina di Sinner. Peccato.

Restano da dire due parole gisuto sul primo set, l’unico che di fatto si è giocato. Il nostro azzurro l’ha dominato con il servizio, facendo la differenza soprattutto sui punti vinti con la seconda. Il russo, da parte sua, ha commesso invece troppi errori, rilevanti quelli forzati (9 a 1 per il Rublev). Sotto rete si è giocato poco e il predominio di Sinner in generale è stato senza appello.

In conferenza stampa Jannik Sinner arriva triste, abbattuto moralmente. Si sente nelle parole che dice, nel modo in cui racconta quello che gli è appena accaduto. “Non stavo al cento per cento e pensavo che il problema andasse via col tempo”, dice con un tono di voce basso, quasi con occhi lucidi. “Ho chiesto l’intervento del fisio e purtroppo non è andato come avremmo voluto. Ora devo fare un test, capire cos’è, perché sinceramente non ho idea di quello che ho. Vediamo dove posso reiniziare”.

“Tecnicamente – aggiunge – sto migliorando,  soprattutto sulla seconda di servizio. Fisicamente però i problemi ci sono e non sta andando assolutamente come vorrei. Se devo fermarmi? Se c’è bisogno di saltare due o tre tornei per investire sul mio fisico lo faccio, perché non è possibile uscire di scena sempre agli ottavi o ai quarti per problemi fisici. Potevo andare molto lontano in questo torneo ed è questa è la cosa che mi rode di più. Il tennis ce l’ho, la testa pure, devo migliorare fisicamente. E sono disposto a fare di tutto per arrivare in alto. Di certo quello di oggi non è un infortunio che mi fermerà”.

 

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