Berrettini a Wimbledon, Sinner in top-5 e un dubbio su Musetti: parla Bertolucci

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Paolo Bertolucci ha rilasciato un’intervista molto interessante a OA Sport in cui ha affrontato diversi temi. L’ex leggenda del tennis azzurro ha detto la sua sul favorito a Wimbledon e sul futuro del tennis azzurro con Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

La previsione per Wimbledon

Paolo Bertolucci, dopo essere entrato nella leggenda da giocatore con la vittoria della Coppa Davis 1976, è diventato uno dei migliori telecronisti del tennis. In una recente intervista con OA Sport ha rivelato la sua previsione sul possibile vincitore a Wimbledon.

Il favorito a Wimbledon senza i russi e con Zverev infortunato? Anche Tsitsipas sull’erba ha sempre fatto una gran fatica. Risultati alla mano sull’erba, Djokovic e Berrettini sono i due più forti. Shapovalov ed Aliassime potrebbero anche battere l’italiano in una partita secca, tuttavia il romano, se sta bene, è tra i top3 al mondo sull’erba.

Aliassime è più concreto, anche se ha meno talento rispetto a Shapovalov, che invece è uno scialacquatore di primissimo livello, capace di buttare via delle partite in maniera incredibile. É un peccato perché si tratta di uno dei pochi giocatori per cui pagherei il biglietto”.

La situazione degli azzurri

Paolo ha poi fatto il punto sulla situazione degli azzurri.

Conterà molto il sorteggio, Matteo nel 2021 fu fortunato sotto questo punto di vista. Avrebbe bisogno di almeno dieci partite prima di arrivare a Wimbledon. Se raggiungesse questa cifra e riuscisse a scollinare la prima settimana, potrebbe diventare molto pericoloso per chiunque. Con poche partite invece sarebbe molto più difficile.

Una pausa per Sinner? Sono d’accordo, lui lo scorso anno non si è mai fermato, molti di questi infortuni sono nati dal non aver fatto la preparazione. Con l’infortunio che ha patito al Roland Garros e un Wimbledon che non assegna punti, poteva essere il momento di fermarsi, fare una preparazione e poi tornare per il cemento americano. Il fatto che vada sull’erba penso sia una scelta più tecnica che fisica, perché vuole migliorare alcune esecuzioni su una superficie a lui sconosciuta, che potrebbe però aiutarlo a crescere sotto diversi aspetti. Di sicuro ne avranno parlato all’interno dello staff e non sarà stata una scelta facile, io pensavo che avrebbero fatto un richiamo di preparazione. Sinner migliorerà in tutti i fondamentali e nelle sue carenze attuali: gioco a rete, servizio, rovescio in back. Tra 2-3 anni vedremo un’altra versione di Sinner. Per me sarà uno dei protagonisti dei prossimi anni. Per gli slam sarà uno dei candidati a vincerli, anche se poi si parte in 128 e solo uno trionfa, quindi non è semplice. Comunque, non ho grossi dubbi che prima o poi Sinner arrivi in top5: una volta lì, poi diventare n.1, 2, 3 o 4 è una questione di dettagli.

Cosa ne penso di Musetti? Il punto più grave per Musetti non è la preparazione fisica, ma la programmazione. Non puoi andare da Parigi a fare un Challenger a Forlì, poi dopo due giorni vai a Stoccarda sull’erba. Potevi fare quel ragionamento se in Germania si fosse giocato sulla terra. L’erba è la superficie più complicata da gestire, sarebbe servita una preparazione specifica. Comunque, la programmazione si impara man mano, anche i grandi hanno commesso degli errori: Djokovic e Nadal un tempo arrivavano a fine stagione spompati, adesso con la ‘vecchiaia’ hanno imparato a gestirsi”.

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