Giù il cappello per Roger Federer

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Molti appassionati e addetti ai lavori avevano parecchi dubbi sulle possibilità di Roger Federer di essere ancora competitivo sulla terra battuta, dopo oltre due anni di assenza. Invece lo svizzero ha fugato tutte le perplessità a Madrid, dove ha giocato un torneo che non lo vedrà trionfatore, ma che conferma che il 20 volte campione Slam ha ancora tutte le carte in regola per giocarsela con chiunque.

Il primo match contro Richard Gasquet è stata poco più che una passeggiata di salute, sicuramente non un test probante. Ben più impegnative sono state le due partite successive. Gli ottavi di finale contro Gael Monfils hanno confermato quanto scritto qui sopra. Dopo un primo set dominato e un secondo set che ha messo in evidenza la buona condizione fisica e tecnica del francese, Federer ha lottato come un leone e si è portato a casa la partita controllando agevolmente il tie-break del secondo set.

Ma paradossalmente il match che sciolto ogni dubbio sulla competitività dello svizzero sulla terra rossa è stato quello in cui è stato eliminato. Ai quarti di finale, infatti, affrontava Dominic Thiem, uno dei giocatori più in forma del momento, numero 5 del mondo, “terraiolo” per definizione e forse, insieme a Nadal, il massimo favorito per la vittoria finale, qui a Madrid, a Roma e a Parigi.

Ebbene, la scioltezza con cui Roger ha portato a casa il primo set ha sorpreso tutti, probabilmente lo stesso Thiem in primis. La partita ha fatto vedere un Federer in palla, sostenuto da un’ottima prima di servizio e dalla solita classe infinita. Un Federer che nel tie-break del secondo set ha anche avuto un match point, sfumato sul più bello. Ha colpito tutti la tenacia con cui ha giocato alla pari con Thiem, anche nel terzo set, quando la prima di servizio ha smesso di funzionare alla perfezione. Tenendo conto che si trattava del primo torneo sulla terra dopo tanto tempo, che giocava contro un campione che all’anagrafe segna dodici anni in meno di lui, che negli ultimi tempi è stato dato per finito almeno dieci volte e che in tanti sostenevano che non avrebbe mai più potuto giocare su questa superficie… beh, Roger non può che ritenersi soddisfatto!

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