Cinque cose da sapere su Matteo Berrettini, che esordisce oggi alle Atp Finals di Lodra

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Matteo Berrettini scenderà in campo oggi alle 15 contro Novak Djokovic, per la partita inaugurale delle Atp Finals. L’italiano – il terzo a prendere parte alle Finals, 41 anni dopo Corrado Barazzutti, 45 dopo Adriano Panatta- è inserito nel girone “Borg”, quello considerato di ferro. Oltre al serbo, testa di serie numero due e super-favorito secondo i bookmakers, ci sono infatti Roger Federer (3) e Dominic Thiem (5). Non esattamente una passeggiata di salute.

Ma Matteo si “pronto, emozionato ma pronto”. “Da un anno – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera – vivo sull’ottovolante. Sono grato per tutto quello che mi è successo in questi 12 mesi, ma non mi siedo, sarò competitivo”.

E allora, per chi ancora non sapesse vita, morte e miracoli del 23enne romano, proviamo a conoscerlo meglio.

La biografia, un romano un po’ atipico

Matteo Berrettini nasce a Roma il 12 aprile 1996, da mamma Claudia Bigo e papà Luca. Entra in contatto con il tennis grazie al fratello minore, Jacopo, anch’egli promettente tennista. Il suo primo allenatore si chiama Raoul Pietrangeli, che lo segue, dal 2003 al 2010, al Circolo della Corte dei Conti a Roma. Sempre nella Capitale, si sposta al Circolo Canottieri Aniene, sotto la guida di Vincenzo Santopadre, che lo segue ancora oggi.

Orgogliosamente romano, appassionato ai vari “miti” della Capitale, da Carlo Verdone ad Adriano Panatta, fino ai rigatori alla Gricia, Matteo è però un grande tifoso della Fiorentina (passione trasmessagli dal nonno paterno di Firenze. Da pochi anni, inoltre, ha spostato la sua residenza a Montecarlo.

In campo prima l’uomo e poi il tennista

Durante una partita non vedrete (quasi) mai Matteo Berrettini perdere la testa. Il 23enne romano tiene tantissimo all’aspetto psicologico del suo gioco, almeno quanto a quello tecnico. E’ per questo che da anni si fa seguire da un mental coach (Stefano Massari) che lo aiuta a gestire le emozioni e le difficoltà.

“Ma la cosa più importante – tiene spesso a sottolineare Matteo – è l’educazione che mi ha dato la mia famiglia, quella viene prima di tutto”. Un bravo ragazzo, prima ancora che un grande tennista. Un campione gentile e molto più maturo della sua età anagrafica.

Un tennista italiano diverso da tutti gli altri italiani

Tutto si può dire di Matteo Berrettini da punto di vista tecnico, tranne che sia un giocatore tipicamente italiano. Anzi, possiamo tranquillamente dire che è un tipo di tennista che in Italia non abbiamo mai visto. Ha uno dei servizi più violenti e chirurgici del circuito, un dritto che buca il terreno e il suo marchio di fabbrica è sicuramente la letale combinazione tra questi due colpi.

Ma il salto di qualità l’ha fatto quando ha affinato anche gli altri fondamentali. Il rovescio bimane – benché ancora molto lontano dalle prestazioni che è in grado di garantire il dritto – si è fatto sempre più solido, il gioco a rete più sicuro, l’uso della smorzata più efficace e più saggio. Tutto questo ha consentito a Matteo di diventare un giocatore che predilige scambi corti e attacchi immediati, ma che ora non parte sconfitto se lo scambio si prolunga.

Un 2019 da campione assoluto, numero uno italiano e Atp Finals

Per analizzare nel dettaglio la stagione di Matteo Berrettini, vi rimandiamo a questo articolo molto più completo. Qui ci basta dire che ha cominciato la stagione da numero 54 del mondo e, dopo una continua a straordinaria ascesa, l’ha conclusa da numero 8, garantendosi l’accesso alle Atp Finals di Londra e chiudendo la stagione da numero uno italiano, davanti a Fabio Fognini.

Il vero punto di svolta della sua stagione, dopo uno swing sulla terra rossa buono ma altalenante, è stato il mese sull’erba: vittoria dell’Atp 250 di Stoccarda senza subire neppure un break, semifinale all’Atp 500 di Halle, ottavi di finale a Wimbledon, sconfitto dal suo idolo di sempre Roger Federer. Dopo un fastidioso infortunio, le conferme sono arrivate sul cemento, culminate con la semifinale agli Us Open, persa questa volta contro Rafael Nadal.

La relazione con la tennista Ajla Tomljanovic

Da alcuni mesi Matteo Berrettini è fidanzato con tennista croata Ajla Tomljanovic, di tre anni più “anziana” di lui, essendo nata nel 1993. Spesso il 23enne romano ha sottolineato l’importanza e l’equilibrio che la relazione ha dato alla sua vita, sia dentro che fuori dal campo.

Ecco come ne parla: “Ajla ha un animo buono, direi addirittura puro, che ho dovuto scoprire per gradi”. Il fatto che sia una tennista, inoltre, lo considera importante: “Ci si capisce al volo. Martedì atterrerà qui a Londra, è venuta a Vienna: comprende i miei tempi, non mi assilla, sa che quando non sono con lei sono impegnato a fare ciò che serve a un tennista”.

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