domenica, settembre 20

Brisbane, Maria Sharapova s’è arrabbiata. E torna la questione “sessismo”

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Non è stato un grande inizio di stagione per Maria Sharapova, eliminata al primo turno del torneo Wta di Brisbane, in Australia, dalla qualificata americana Jennifer Brady in tre set. Una sconfitta inaspettata per l’ex numero uno del mondo russa, che però ha puntato il dito contro l’organizzazione del torneo.

In particolare ha fatto andare su tutte la Sharapova (e non solo lei) il fatto che, siccome il torneo si sta giocando in contemporanea con l’Atp Cup, gli organizzatori hanno dato precedenza alle esigenze degli uomini, snobbando le donne e costringendole in molti casi – come successo per Maria – a giocare all’aperto invece che al coperto.

E giocare all’aperto, in questo periodo, in un’Australia devastata dagli incendi e flagellata dal caldo torrido, non è esattamente la cosa migliore che ti possa capitare.

“Il torneo Wta di Brisbane – ha tuonato la Sharapova in conferenza stampa – quest’anno è come se fosse un evento di seconda mano. E’ inammissibile giocare in queste condizioni, qui ci sono 6 delle prime 10 tenniste del mondo, non si meritano questo trattamento“.

Anche Sam Stosur nei giorni scorsi aveva parlato in termini poco lusinghieri di ciò che sta avvenendo a Brisbane. E sono molte le tenniste che parlano apertamente di “sessismo”, con gli organizzatori che favoriscono in maniera evidente gli uomini, cui è concessa la precedenza assoluta di giocare nella Pat Rafter Arena.

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1 commento

  1. Non capisco la parola sessismo (suona come razzismo) parlerei invece del successo del tennis femminile personalmente da anni non guardo quello maschile fazioso e prolisso.

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