sabato, settembre 26

Kyrgios torna ad attaccare la terra rossa (e stavolta tira dentro pure Mager)

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Due sono le certezze quando si parla di Nick Kyrgios. La prima è che l’australiano dice sempre quello che pensa, senza badare troppo alle conseguenze. La seconda è che odia (letteralmente, verrebbe da dire) i campi in terra battuta. Già lo scorso anno ne aveva dette di tutti i colori all’inizio della stagione sul rosso e quest’anno ha ricominciato.

L’occasione si è presentata con un tweet postato da un utente sulla piattaforma social dopo la finale del torneo di Rio de Janeiro tra Cristian Garin e il nostro Gianluca Mager (vinta dal cileno). Un Atp 500 in effetti un po’ particolare, non propriamente pieno zeppo di teste di serie “pesanti”.

Nel tweet l’utente manifesta tutto il suo rammarico per il fatto che con questo risultato Mager abbia scalato il ranking Atp, arrivando alla posizione numero 77, “davanti a gente come Herbert, Tiafoe, Pospisil e Popyrin, solo per citarne alcuni”.

Quando qualcuno fa notare all’utente in questione che quelli citati nel tweet non siano proprio dei campioni super-titolati, interviene Nick Kyrgios. Prima chiedendo (provocatoriamente) quante partite sul duro avesse vinto Mager nella sua carriera, poi difendendo i tennisti citati nel tweet (in particolare il suo connazionale Popyrin) e infine polemizzando sul fatto che, nel bel mezzo della stagione sul cemento, ci fossero troppi tornei sulla terra rossa che “rubano” punti Atp agli altri.

Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, anche nel 2020 non vedremo sulla terra battuta la miglior versione del Kyrgios giocatore, ma sentiremo parecchie interpretazioni del Kyrgios “commentatore”.

Come chiosa, fateci dire che Gianluca Mager non ha rubato proprio niente a nessuno, portando a casa un risultato storico partendo dalla qualificazioni ed eliminando, tra gli altri, il futuro numero 3 del mondo e tre volte finalista Slam, Dominic Thiem.


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