martedì, agosto 4

Andy Murray, dai dubbi sul calendario al nuovo ranking

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Andy Murray ha disputato un torneo di esibizione, organizzato dal fratello Jamie, a Londra, nel quale si è arreso solamente in finale di fronte a Daniel Evans e al dolore ai piedi. Nell’intervista rilasciata a Reuters dopo la partita, Andy ha analizzato la situazione post virus, dai dubbi sul calendario a una nuova tipologia di ranking atta a salvaguardare gli interessi di tutti i tennisti.

I dubbi di Murray su un calendario troppo fitto

Il britannico non gioca una partita ufficiale dal novembre scorso ed è normale che si sia soffermato soprattutto su questo aspetto: i troppi eventi importanti ravvicinati. Queste le parole di Andy:

Se devo essere sincero, non credo sia possibile e non credo sia sicuro giocare le fasi finali dello Us Open e poi ritrovarsi il martedì a Madrid, in altura, sulla terra e con la palla che rimbalza in maniera completamente differente.

In generale penso che il calendario non sia strutturato in maniera corretta, ma non possiamo fare altro che adattarci a quelle che sono le direttive dell’ATP”.

Abbastanza scontato quindi il forfait al torneo di Cincinnati (che si terrà a New York), per riposarsi in vista della partecipazione allo US Open (parteciperà invece al primo torneo della ripresa, quello di Washington).

La proposta del ranking biennale

Andy Murray fa una proposta che a prima vista sembra sconvolgente, ma andando nel dettaglio ha più pro che contro: il ranking biennale.

Esiste la possibilità che molti big decidano di non partecipare ad alcuni degli eventi più importanti. Io stesso preferirei giocare a Washington e saltare l’evento della settimana precedente allo Us Open.

Potrebbe essere il caso di introdurre un ranking biennale per il momento, così che i ragazzi che hanno fatto bene lo scorso anno e non sono nelle condizioni ideali di difendere i loro punti non saranno troppo penalizzati”.

Un caso clamoroso potrebbe essere quello di Rafa Nadal. Lo spagnolo ha vinto lo scorso anno a Flashing Meadows, ma sarebbe sicuramente disposto a saltare il mese sul cemento americano per prepararsi al meglio per la ricca stagione sulla terra rossa europea (Madrid, Roma e Roland Garros).

Con l’ipotesi del calendario biennale i giocatori sarebbero quindi più liberi di gestire gli impegni ravvicinati alla ripresa, senza la “paura” di perdere punti saltando tornei in cui dovrebbero difendere risultati importanti ai fini della classifica.


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