Jannik, il campione della porta accanto che ha fatto innamorare l’Italia

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Il fatto che “Mamma Rai” abbia deciso in fretta e furia di cambiare il palinsesto della seconda rete per trasmettere in diretta la partita di Jannik Sinner contro Vasek Pospisil vale più di mille parole. La tv pubblica, così restia a dare spazio e valorizzare qualsiasi sport che non sia il calcio, è un perfetto termometro di quello che è il sentimento del Paese per questo ragazzo.

Di finali i nostri giocatori ne hanno fatte tante negli ultimi anni. Ma mai nessuno, almeno dai tempi del periodo aureo del tennis italiano negli anni ’70, aveva scatenato l’entusiasmo che il 19enne nativo di San Candido sta infondendo nel grande pubblico. Il parallelismo che viene utilizzato più spesso per descrivere tutto questo è da far tremare le gambe: Jannik starà al tennis azzurro come Alberto Tomba è stato allo sci.

C’è stato un periodo – che i giovanissimi non hanno vissuto, ma di cui sicuramente hanno sentito parlare – in cui la gara di “Albertone”, la domenica mattina, era un appuntamento fisso per ogni famiglia italiana, un po’ come la pasta al forno e l’arrosto della nonna. Ecco, c’è chi dice che l’impatto di Sinner (e, ci auguriamo, anche di Lorenzo Musetti) possa essere lo stesso per il tennis. Una responsabilità enorme, se pensiamo che è riposta sulle spalle di un ragazzo tardo-adolescente cresciuto a Sesto Pusteria, che ha preferito il tennis allo sci solo qualche anno fa.

Ma forse è questo ciò che piace tanto di Sinner. Questo suo essere predestinato e normale al tempo stesso. Quel suo modo di fare, così serio e così semplice. Quel suo modo di vestire un po’ goffo, quel suo fisico ancora non perfettamente sviluppato, quella camminata dinoccolata. Tutte cose che magicamente si amalgamano con il suo straordinario talento, la sua capacità innata di gestire con leggerezza le situazioni più difficili, dentro e fuori dal campo. La sua classe innata, che lo porta quasi sempre a fare la cosa giusta nel momento giusto.

Ed ora che ha vinto il suo primo trofeo, a 19 anni e tre mesi, con il timing dei grandissimi, Jannik, il figlio di un cuoco e di una cameriera che viene dalle Dolomiti, il ragazzo con le gambe lunghe e capelli rossi disordinati, è pronto a caricarsi in spalla il futuro del tennis italiano e portarlo in paradiso. Allacciamo le cinture, ci sarà da divertirsi.


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