Atp Finals 2021, ecco come sarà il villaggio del tennis di Torino

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Le Atp Finals sono pronte a trasferirsi da Londra a Torino: la prossima stagione vedrà impegnati gli otto maestri nel nuovo impianto italiano. Ecco come sarà il villaggio del tennis a Torino a partire dal 2021.

Green, low cost e diffuso

Green, low cost e diffuso sono state le parole chiave utilizzate dalla cordata capitanata da Awe International Group, vincitrice del bando pubblico della Federtennis per il masterplan dell’evento internazionale.

Il progetto partirà dal Pala Alpitour e si presterà ad ospitare le Atp Finals dal 2021 al 2025 (almeno). Il presidente della FIT, Angelo Binaghi, si è detto molto soddisfatto del progetto presentato dal gruppo formato (oltre che da Awe) dal Politecnico di Torino, Arriva Italia, Nielsen Sport, KPMG e da Benedetto Camerana.

Il progetto parte da Piazza d’Armi, dove sorgerà il villaggio del tennis. Nel Pala Alpitour si svolgeranno le partite, la Piscina Stadio Monumentale ospiterà sponsor e giornalisti, lo Sporting Torino ospiterà gli atleti per gli allenamenti e la Casa del Teatro Ragazzi e Gioventù è stata pensata come luogo per corsi ed attività aperti a tutti.

L’evento non si limiterà al torneo di tennis, ma comprenderà una serie di manifestazioni collaterali, portando molti piccoli campi da tennis dal centro alle periferie per far appassionare a questo sport tutta la popolazione torinese.

Come detto in precedenza, il green è uno dei temi principali di tutto il concept del progetto. Tutti gli edifici della struttura principale saranno collegati da passerelle ricoperte di pannelli fotovoltaici. Le strutture temporanee avranno alti standard di efficientamento energetico e saranno utilizzate, una volta concluso l’evento, per riqualificare altri impianti sportivi della città. I campi coperti saranno costruiti con materiali ad elevate prestazioni, mentre lo smaltimento delle palline utilizzate servirà alla creazione di altri campi da tennis.

La volontà è anche quella di inserire elementi iconici (in questo caso le passerelle) che rimarranno in eredità alla città.

La “torinesità” del progetto

Un altro punto centrale del progetto è la “torinesità”. Awe è nata a Torino, Camerano vive e lavora a Torino e il Politecnico è il cuore pulsante dell’architettura nel capoluogo piemontese. Il prossimo passo sarà la vendita dei biglietti per gli appassionati, che partirà tra due settimane.

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