Sinner: dalle ragazze al Milan, passando per le emozioni del campo

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Jannik Sinner si racconta a tutto tondo in un’intervista al Corriere della Sera: dalle ragazze al Milan, passando per le emozioni della prima vittoria nel circuito.

Il nuovo n. 37 del ranking Atp ha rilasciato una delle sue poche interviste al Corriere della Sera, parlando della sua vita dentro e fuori dal campo.

Guardo le serie Netflix e tifo Milan

L’altoatesino ha iniziato subito motivando la sua fede calcistica e i suoi passatempi preferiti durante il giro annuale del mondo sui campi del tennis.

Le interviste mi piacciono poco. Nel tempo libero mangio, riposo, quando si può faccio due passi. Guardo le serie su Netflix, in Australia forse mi porto la Playstation. In generale, stare da solo non mi dispiace. Mi diverto sui go-kart, a tirare calci a un pallone. Tifo Milan perché a Bordighera il mio primo compagno di casa era un milanista sfegatato. Mi sono appassionato”.

Il rapporto con le ragazze

Nell’intervista Sinner ci mostra anche una parte della sua vita privata, rimasta finora completamente segreta:

Le ragazze hanno iniziato a farmi il filo? Sì. È una buona notizia? Sì. Non è che fuggo con una sventola e perdo il tocco magico sulla palla? No, tranquilli: so bene qual è la mia priorità”.

Le emozioni della prima vittoria e i big3

Alla fine della chiacchierata, si torna a parlare di tennis, dalle emozioni della prima vittoria alle considerazioni sui big3.

Dopo la mia prima vittoria nel circuito ATP mi sono emozionato: sono umano, anche se le emozioni le vivo più dentro che fuori. Bello, poi ho pensato: ora comincia il lavoro duro.

Nadal è superiore di testa. Tira pesante come tutti però capisce i momenti, sa esattamente cosa deve fare, come e quando. È un’altra cosa. Lui, Federer e Djokovic: prima o poi mi toccano tutti. Per arrivare al loro livello mi manca tutto: i colpi, la testa e il fisico. Il dottore ha detto che non ho ancora finito di crescere e svilupparmi. Che so tirare il dritto e il rovescio lo sappiamo, però devo migliorare in ogni aspetto, assestarmi fisicamente. Ci vuole tempo. Parte tutto dalla mente”.

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