Pennetta a tutto campo: “Nessuno intaccherà mai ciò che ha fatto Fognini”

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In una recente intervista con La Stampa, di cui riportiamo un estratto, Flavia Pennetta ha parlato di diversi argomenti, dal suo Fabio Fognini al tennis moderno, passando per l’argomento vaccini.

Le parole di Flavia

Flavia Pennetta è stata la prima tennista italiana a trionfare agli US Open nel 2015 e, al termine del torneo, ha deciso di ritirarsi. Da quel momento la brindisina ha costruito con Fabio Fognini una splendida famiglia che ora è pronta ad allargarsi.

L’ex tennista è stata intervistata da La Stampa e, tra i tanti argomenti affrontati, vi riportiamo quelli che abbiamo giudicato più interessanti.

La sua vittoria agli Us Open del 2015 ha contribuito a spostare l’orizzonte dei sogni?

Ho un’altra data chiave: 2009, con un posto tra le prime 10 tenniste al mondo ho dato un morso a un tabù. Non solo al femminile, non solo nel tennis, è stata una botta di consapevolezza. Poi Fabio Fognini, mio marito, ha vinto a Montecarlo, altro tassello, altro traguardo inedito”.

Fognini resta l’unico italiano ad aver vinto un torneo del master1000 del circuito che conta. Poi, però, altri sono andati oltre, come Berrettini in finale a Wimbledon. Soddisfazione o frustrazione?

Fabio ha aperto una porta, una gioia che non sposterà mai nessuno. Era dietro casa, con suo padre e sua madre sugli spalti, chiunque possa superarlo nel ranking non intacca quel senso di conquista”.

Come avete vissuto l’estate d’oro?

Mesi di grazia, aspettiamo il terzo figlio, arriverà a giorni. Abbiamo visto la finale degli Europei in famiglia, in un crescendo da film: dopo il tifo scatenato per Berrettini, con una baraonda intorno che è stata liberatoria dopo tanti mesi di silenzi. Invece i 100 metri li abbiamo seguiti da una spiaggia un po’ isolata dove c’era poco segnale. Io, in un angolo con il telefono in alto, urlavo gli aggiornamenti. Una festa. Lo sport ha restituito fiducia agli italiani”.

Siamo migliorati?

Siamo più coraggiosi, abbiamo messo da parte il fatalismo. Prima ci si accontentava: ‘Ma sì, dai’, ‘Si poteva fare di più, però’. Ora è: se può andare meglio, prendiamoci il massimo, non c’è un tetto alla realizzazione”.

Una spinta per tutti?

Sì, anche se lo sport segue una via lineare, fatta di lavoro e meritocrazia, di riconoscimento del talento. Nella società non è sempre così”.

A Torino non ci sono né Federer né Nadal. Cambio della guardia?

Resta Djokovic e credo sia il favorito, ma in campo c’è una generazione diversa: i giovani hanno una fisicità incredibile, la dedizione giusta. Sul fronte della personalità ho qualche dubbio… sono tutti uguali, impostati, politicamente corretti. Non vedo il carattere”.

Fognini però è stato spesso criticato per essersi lasciato trascinare dall’istinto.

Mah, non penso solo a lui. Prendete Tsonga o Monfils, giocatori che divertono pure per dei lampi, non sono controllati, spiazzano”.

Sinner e Berettini non divertono?

Io li guardo con piacere. Sono diversissimi: Matteo mi pare stia iniziando a tirare fuori adesso un tocco personale, Sinner non lascia trasparire nulla, in linea con i campioni contemporanei”.

Djokovic e Medvedev tacciono sui vaccini. Altri hanno manifestato dei dubbi. Perché il mondo del tennis è scettico?

Io non sono vaccinata perché sono incinta e ho sentito troppi pareri diversi. Senza gravidanza sarebbe stato diverso”.

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