venerdì, Ottobre 23

“Provo a non rispettarli”. La sfida (impossibile?) di Diego Schwartzman

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Per Diego Schwartzman la settimana romana è stata da incorniciare. Nonostante un inizio timido e nonostante il fatto che nessuno puntasse su di lui, l’argentino (che gode di un’ottima classifica ma non di altrettanto credito tra gli addetti ai lavori) ha eliminato il mostro sacro della terra rossa Rafael Nadal e l’astro nascente canadese Denis Shapovalov, per guadagnarsi la sua prima finale in un Masters 1000, contro Novak Djokovic.

In ogni singola parola pronunciata da “el Peque”, trasuda un enorme rispetto per le tre leggende del tennis del nostro tempo. “Roger, Rafa e Nole sono inarrivabili, li rispetto profondamente, sono i più grandi di sempre. Ma quando scendo in campo provo a non rispettarli. In passato ho sempre sbagliato qualcosa nelle partite contro di loro e alla fine sono stato punito, l’altra sera invece no”.

I precedenti di Diego contro Big Three, fino a sabato sera, parlavano di diciassette partite giocate e diciassette partite perse: nove-zero da Nadal, quattro-zero da Federer, quattro-zero da Djokovic. Il grandissimo match disputato sul Centrale contro Rafa gli ha permesso di mettere un uno al posto di quello zero.

Ora lo aspetta una sfida sulla carta proibitiva contro un Nole in forma strepitosa. Probabilmente, se non fosse stato per la follia di New York, staremmo parlando di un giocatore che non perde una partita dal 2019. Per Diego la missione sembra impossibile. Per renderla possibile dovrà giocare la “partita perfetta”, ancora più di quanto non abbia già fatto contro Rafa.

Non sarà semplice, ma il piccolo grande argentino – a cui nessuno ha mai creduto davvero – da quando ha preso in mano la racchetta è stato capace di trasformare i sogni in realtà.



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