Tutto sul lob, il gesto tecnico che fa emergere la classe di un tennista

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Con questo gesto tecnico può emergere la classe di un tennista. E’ un colpo spettacolare in grado di neutralizzare la minaccia dell’avversario sceso a rete. Il “Pallonetto” fu giocato per la prima volta nel lontano 1878 nel torneo di Wimbledon dal tennista Inglese Frank Hadow.  Può essere un’ arma tattica oppure àncora di salvezza di uno scambio, lo scopo è quello di scavalcare l’avversario a rete.

Si esegue in modo “ripido” verso l’alto sopra la rete, necessita di abilità e tecnica molto elevata, infatti, determinanti sono la traiettoria, la velocità e la rotazione della palla. Nell’esecuzione sia di diritto che di rovescio, è fondamentale trovare il giusto compromesso fra altezza e velocità, in modo da non dare all’avversario la possibilità di giocare un semplice Smash o far uscire la palla fuori il campo.

Impugnatura

L’impugnatura utilizzate sono la “Continental” , con la quale si impatta il classico pallonetto senza rotazione, mentre con la personale impugnatura del diritto o del rovescio, quindi “Eastern, Semi-Western o Western”  si impatta con la rotazione in Top Spin.

Tecnica

Il pallonetto in “Topspin” si differenzia rispetto ad un normale pallonetto perché viene colpito come se si giocasse un normale diritto in top facendo oscillare la racchetta verso l’alto e contemporaneamente trasferire il peso del corpo sul piede posteriore. Fondamentale nell’esecuzione è non andare indietro con il corpo rischiando di alzare troppo la traiettoria del colpo, perdendo l’equilibrio. Nel tennis moderno è consuetudine la discesa a rete dopo l’esecuzione del pallonetto in Top.

Il pallonetto difensivo (back)

Si esegue quando ci si trova in ritardo sulla palla, variando il gioco, rallentandolo con lo scopo di recuperarne la posizione. L’impatto con la palla avverrà con un movimento dal basso verso l’alto, con il piatto corde aperto, rivolto verso il cielo.

L’attacco (top spin)

Si esegue quando l’avversario è a rete, con lo scopo di superarlo con la rotazione in “Top Spin”, costringendolo a rincorrere la palla e rendendone la ricerca difficile con il nuovo rimbalzo in avanti. Necessita di molta precisione  nell’esecuzione, la traiettoria dovrà essere ben direzionata e calibrata per evitare che l’avversario giochi un semplice “Smash”.


Il lob di Djokovic

Il lob di Nadal

Il lob di Federer


Domenico Bruno – GPTCA International Tennis Coach


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