Dal super-uomo Djokovic al rimpianto Sinner: il pagellone degli Australian Open 2021

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Diciamolo subito: è stata dura, è stata difficile, è stata generatrice di polemiche e dibattiti infiniti, ma l’organizzazione degli Australian Open, alla fine, benché con le sue problematiche, è stata molto efficace. E il fatto di aver visto disputare e portare a compimento il primo Slam stagionale – per di più arricchito, nonostante una pausa di cinque giorni, dal pubblico sugli spalti – è stata una grande soddisfazione.
Dal punto di vista sportivo, che dire? Hanno vinto i favoriti, sia in campo maschile che in campo femminile. Ma quante storie, in questo Slam. Abbiamo provato a riassumerle nel nostro Pagellone. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Novak Djokovic, la nona sinfonia di un super-uomo

C’è veramente poco da dire, per noi, le parole sono finite. Ma soprattutto c’è poco da fare per gli avversari. Una finale da extra-terrestre, Slam numero 18 in tasca, nove volte campione a Melbourne, ombre e fantasmi del 2020 alle spalle, un infortunio in corsa superato brillantemente, l’ennesimo attacco della nuova generazione respinto, la certezza di battere il record di settimane alla guida del Ranking Atp. Mah… Voto 10

Daniil Medvedev, quasi campione. Gioia ancora rinviata

La marcia che sembrava inarrestabile del russo (venti vittorie di fila, di cui dodici contro top-10 tra fine 2020 e inizio 2021) si schianta contro la furia di Novak. Ancora una volta il più accreditato alfiere della “fu” Next Gen si ferma sul più bello. Resta un torneo da protagonista assoluto e la sensazione di essere vicino, vicinissimo alla grande gioia. Ma bisogna aspettare ancora… Voto 9

Stefanos Tsitsipas, capolavoro non vano

Del torneo del greco resta il capolavoro firmato in rimonta in cinque set nel quarto di finale contro Rafael Nadal, sicuramente uno dei match più memorabili di questi Australian Open. Ancora una volta l’appuntamento con la finale di uno Slam è rinviato, ma il processo di crescita del classe 1998 greco prosegue. Voto 8,5

Aslan Karatsev, una storia incredibile

Per la prima volta nella storia un 27enne alla sua prima partecipazione ad uno Slam, mai entrato prima in top-10 arriva addirittura in semifinale. Si arrende davanti al Re di Melbourne, ma il volto meno noto dello strabiliante tennis russo ha oggettivamente scritto una pagina indimenticabile. Voto 9

Rafael Nadal, con Melbourne un rapporto difficile

Lo spagnolo è arrivato all’appuntamento con gli Australian Open non al top. E alla lunga lo si è visto. I problemi alla schiena hanno condizionato i primi match, più dal punto di vista del gioco che del risultato. Rafa ha comunque raggiunto i quarti senza alcuna sofferenza apparente. Poi la sconfitta scioccante – per la modalità con cui è maturata – contro Tsitsipas. Ancora una volta lascia Melbourne a mani vuote, confermando il suo rapporto difficile con questi campi, dove ha vinto una sola volta, ormai dodici anni fa. Voto 6,5

Naomi Osaka, la nuova regina

Era dal 2012, dai tempi di Maria Sharapova, che una tennista non raggiungeva quota quattro Slam vinti (esclusa Serena, ovviamente). La giapponese si conferma come la vera regina del circuito WtaVoto 10

Serena Williams, l’orgoglio della più grande

Di contro, se c’è una nuova regina, è naturale che la “vecchia” regina non sia più al suo posto. Ma nonostante questo Serena Williams, all’alba dei quarant’anni, arriva in semifinale in uno Slam. Il sogno dei 24 sigilli di Margaret Court Smith resta però un miraggio e forse anche la più grande di sempre sta davvero maturando l’idea di dire bastaVoto 8

Matteo Berrettini, sensazioni positive… ma che sfortuna

Il numero uno italiano ha sicuramente avuto le risposte che cercava. Dopo un 2020 da incubo, Matteo lascia l’Australian con una Atp Cup giocata da top-player e un ottavo di finale raggiunto senza troppi problemi a Melbourne Park. Peccato per l’infortunio patito contro Khachanov che lo ha costretto al forfait contro Tsitsipas. Il bilancio è comunque decisamente positivo. Voto 7

Jannik Sinner, una sconfitta che vale tante vittorie

Allo stesso modo, è positivo il bilancio per Jannik Sinner, che vince a Melbourne il suo secondo torneo Atp. Su questo, molti hanno detto e scritto che l’impegno profuso nel torneo 250 sia alla base della sconfitta patita in cinque set all’esordio agli Australian Open contro Shapovalov. Forse è vero, ma a 19 anni si possono fare questi calcoli? Resta una gran partita persa dopo una maratona eccezionale contro un grande giocatore. Ci sarà modo per rifarsi, per ora bene così! Voto 7

LE NOTE DOLENTI

La lite in diretta tra Fognini e CarusoMeglio evitare voti…
Un Dominic Thiem scarico e deludente – Voto 5
Il tennis femminile italiano (nonostante Errani) – Voto 5
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